Tell Gomel

Il sito di Tell Gomel si trova nel cuore della Piana di Navkur, una piana alluvionale che si estende a sud della strada Erbil-Dohuk, tra il Jebel Maqloub, la regione di Bardarash e il fiume Al-Khazir a est. Il sito urbano di Tell Gomel, situato sulla riva orientale del fiume Gomel vicino alla moderna città di Kalakchi, occupa una posizione centrale nella Piana di Navkur e può probabilmente essere identificato con l’assira Gammagara (definita “URU”, quindi città, nell’ Iscrizione B di Sennacherib a Jerwan).

La ricognizione preliminare del sito condotta dalla Missione Archeologica Italiana in Assiria (MAIA) ha documentato l’esistenza di una sequenza insediativa dal Calcolitico fino al periodo Ottomano (circa 5000 a.C. – inizi del XX secolo d.C.), ma con probabili livelli risalenti al Neolitico Ceramico.

Il sito, che oggi copre un’area totale di circa 16 ha, è caratterizzato da una città alta (circa 40 m sopra la piana circostante) che domina su un’estesa città bassa. Date le sue grandi dimensioni e la posizione centrale, Gomel deve aver indubbiamente giocato un ruolo determinante nella Piana di Navkur, l’area dove si concentra il maggior numero dei siti archeologici individuati da PARTeN.

Questo territorio, ricco di corsi d’acqua e dal suolo fertile, ha di fatto costituito un vero e proprio snodo commerciale dal Tardo Calcolitico in poi. In epoche più tarde l’area divenne strategica non più solo per le vie commerciali che la percorrevano, ma anche per i transiti militari, e – nel caso dell’impero Neo-Assiro – per le intense relazioni tra le regioni dell’Alto Tigri turco, ricche di risorse, e le principali città assire nel cuore dell’impero.

Già Sir Aurel Stein nel suo Limes Report (1938-1939, pubblicato nel 1985) aveva proposto che la battaglia di Gaugamela, nella quale nel 331 a.C. Alessandro Magno sconfisse Dario III, conquistando definitivamente l’Impero Persiano, si fosse svolta proprio nella piana circostante Tell Gomel.

L’apertura di uno scavo archeologico a Tell Gomel potrà aiutarci a chiarire la sua lunga storia insediamentale e a ottenere una sequenza stratigrafica utilizzabile a fini comparativi. Questa ci fornirà nuovi riferimenti tipologici, permettendoci di valutare con maggiore precisione i ritrovamenti di superficie raccolti durante il lavoro di ricognizione, affinare la datazione dei siti esplorati e quindi produrre mappe di distribuzione più affidabili.

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